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3:10 To Yuma

Ovvero, come prendere un treno in mezzo alla tempesta
(By Angie&Lucy)

Noi abitiamo in Sicilia, una terra dove per circa nove mesi all'anno è sempre estate e, mal che vada, è primavera inoltrata. Capita raramente che piova, ma quando succede, siccome è una terra tanto bella quanto esagerata, è bene chiamare Mosè perché separi le acque e permetta ai comuni mortali di spostarsi.

Così, quando ieri, giornata fatidica della prima di "Quel Treno Per Yuma", abbiamo visto il cielo incatramarsi di nero, siamo salite in macchina zitte zitte, ognuna pregando che non ci toccasse tornare a nuoto. Ai primi goccioloni, abbiamo rallentato il respiro.
Dopo pochi secondi Giove Pluvio ha aperto le cataratte e noi abbiamo evitato di guardarci negli occhi. Ci siamo fatti tutti i chilometri che ci separavano dalla multisala (che, ovviamente, sta nel deserto) in un silenzio tombale, anche perché l'unica cosa da dire era "Ma chi cacchio ce lo sta facendo fare?".

Dopo avere sguazzato dal parcheggio al cine, entriamo e ci ritroviamo nel bel mezzo di una folla di bambini urlanti (alcuni erano stesi sul pavimento alle prese con una strana break dance). Alla biglietteria per fortuna è chiaro che tutti quei bambini andavano a vedere Ratatouille, il topolino cuoco, così risollevate, noi chiediamo due biglietti per Yuma... neanche fossimo alla stazione.

Armate di basket di pop corn, bottiglietta d'acqua e trascinando ombrelli e impermeabili sgocciolanti  abbiamo preso posto in una sala completamente vuota. Angie fa dello spirito: " Ciccio ci ha invitato alla prima, per cui siamo le sole favorite". Il che non risulta vero perché dopo pochi minuti ci si siede davanti un disgraziato con l'alopecia. Cioè, con un'alopecia agli inizi, per cui aveva solo poche ciocche appiccicate sul cranio che andava tastandosi con le mani. Roba per gente forte di stomaco! Una cosa da non augurare a nessuno (l'alopecia) ma dico, un cinema vuoto, VUOTO! e si viene a sedere davanti a noi... mah!

Inizia il film e alla prima inquadratura del Ciccio, che molto ricorda la prima inquadratura di Gladiator, quella con l'uccellino... cioè, l'uccellino del gladiatore... oddio ci stiamo incartando.... no, era proprio un pennuto! .
Comunque, dopo la prima mezz'ora di film, anche il diluvio e persino l'alopecia del povero cristo hanno un loro perché. L'intervallo tra i due tempi arriva a disturbare mentre noi, come Fantozzi, abbiamo la salivazione azzerata. Il film termina e noi restiamo inebetite.

E' un bel western, fatto bene, recitato molto bene da tutti. C'è, certamente qualche piccola stonatura ma chissenefrega. E Russell è splendido e recita da dio: sornione, ammaliante, letale. Ha uno sguardo che arriva dritto al cuore e anche un pò più giù... Un cattivo che riesce anche a fare tenerezza, che ti cattura ad ogni inquadratura. Ben Wade è un personaggio  marcio fin nel midollo ma che riesce a leggere nel profondo di chi gli è di fronte, colpendo con efficacia nel punto debole di ognuno.

Quando racconta di sé ha lo stesso sguardo che doveva avere Lucifero quando il Padreterno lo fece precipitare dal Paradiso, precludendogli per sempre la possibilità di essere buono.
Il Ben Wade di Glenn Ford al confronto è un chierichetto e questa versione del film è molto più complessa di quella originale. Bravi anche gli altri interpreti soprattutto il braccio destro di Ben, un killer psicopatico raccapricciante nella sua freddezza.
E' un film sicuramente da rivedere, specialmente in lingua originale anche se il suo doppiatore, Luca Ward ha fatto, come sempre, un eccellente lavoro. Anche la musica di Beltrami è ottima.

Inutile dire che il ritorno a casa è stato tremendo, con l'acqua che arrivava oltre la metà delle ruote della macchina, e Angie alla guida sembrava più il Capitano Jack in mezzo alla tempesta... ma quello è un altro film!

Buona visione a tutte/i!

Angie&Lucy

   

 

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